sabato 16 maggio 2015

ABBI CURA DI TE

“Credo fortemente in una sola felicità, quella dettata dall’amore verso se stessi”

E’ questa la frase iniziale del booklet del nuovo lavoro discografico di Levante “Abbi cura di te” e forse vi è racchiuso il motivo per cui dalla prima volta che l’ho ascoltato mi sento come intrappolata dentro, perché io mi amo e mi commuove la consapevolezza che un’artista sia riuscita a mettere in musica il lungo e tortuoso cammino che porta alla felicità.





L’album inizia con Le lacrime non macchiano , un lungo e danzante fiume di parole autobiografiche che narrano di come la cantautrice abbia raggiunto la sua felicità in amore, perché come lei stessa canta “le lacrime non macchiano, non se ne accorgerà nessuno che ho pianto come un cane per averti”;  la sofferenza non lascia tracce sul viso, si può raccontare ma non si può mostrare.

Ciao per sempre è il singolo che ha anticipato l’album. Ne avevamo già parlato, lo avevamo già amato.

Abbi cura di te è una carezza, musica e parole ti avvolgono e non rimane che ascoltare in silenzio e poi amarsi.

L’amore ha tante sfaccettature, tutte belle, tutte diverse e in Caruso Pascoski Levante descrive quello puro, semplice e ingenuo di quando si è bambini.

“Dimmi quanti anni hai, quante lettere ha il tuo nome, io so fare la ruota”.

Siete pronti per un viaggio nel tempo? Allora ascoltate La rivincita dei buoni e vi sembrerà di vivere negli anni ’50,  equipaggiati dell’armatura migliore pronti a conquistare la vostra felicità, perché si sa, per averla bisogna combattere a denti stetti.

Contare fino a dieci mi fa muovere i piedi con il suo ritmo folk mentre ascolto Levante quasi urlare che non vuole più sprecare il tempo a fare cose che non la rendono felice.

“Non voglio più buttarmi via e spaccarmi il cuore con la testa, costa!”

Con Tutti i santi giorni ecco che torna a far capolino la Levante rock che avevamo conosciuto in Manuale Distruzione, la grinta c’è e anche la determinazione nel voler prendere quello che si desidera!

Finché morte non ci separi è la canzone più commovente che io abbia mai ascoltato.
La voce di Levante è dolcissima, delicata, come a voler entrare in punta di piedi nella storia d’amore tra suo padre e sua madre ed è proprio con quest’ultima che ha deciso di condividere il brano. La voce della madre si insinua nella storia come un’equilibrista su una fune che sembra spezzarsi, ma non si spezza, e l’equilibrista porta il brano in salvo, fino ad un finale forte, struggente. La amo!

Lasciami andare è la candidata perfetta per il premio “canzone più cazzuta dell’anno” . Strizza l’occhio all'elettronica  senza perdere l’intensità del cantautorato perché, anche se nelle ultime interviste che ho ascoltato hai detto che preferisci definirti pop cara Claudia, tu sei LA cantautrice degli anni ’10!

Mi amo chiude il cerchio; la felicità è stata conquistata e sarebbe da stupidi farsela portar via.

“Finchè avrò le forze non lascerò che entrino i ladri a rubarmi l’amore”.

Levante ha un problema con i party, non ne ha mai fatto mistero e lo sottolinea in Pose plastiche. Provate a non muovere il bacino mentre la ascoltate se ci riuscite!

L’album si conclude con Biglietti per viaggi illimitati. Non mi sento in grado di parlarvi di questo brano, a volte anche se un’emozione non si comprende  ne si è  comunque sovrastati e questo è il mio caso.

" e dentro di me c'è una musica che fa..."

Vorrei aggiungere un sacco di cose, vorrei darvi mille motivi per acquistare il disco ma non sono una venditrice, sono un’amante! Le amanti amano sempre qualcosa e in questo momento io amo Abbi cura di te.
Buona musica!

-Nia-




giovedì 9 aprile 2015

1995

Inizio l’ascolto di questo disco non senza qualche curiosità nei confronti di un ragazzo che a quasi vent’anni può vantare alle spalle una vittoria ad X factor,  già un doppio disco di platino per il singolo cantato al talent (“The reason why”) e una buona partecipazione all’ultimo festival di Sanremo (si è classificato decimo ma sta ottenendo un buonissimo successo con il singolo “Siamo uguali”). Fin dalla prima canzone, “The rest”, trovo conferma nella mia idea che sia sicuramente una buona promessa nella scrittura e negli arrangiamenti (curati per la maggior parte entrambi da lui nell’intero disco)ma che allo stesso tempo non possegga quel fattore musicale in più in grado di conquistarmi del tutto. Lo stile è quasi del tutto ispirato al mondo soul-pop acustico di Ed Sheeran e James Morrison, strizzando l’occhio in alcuni casi a Paolo Nutini. Intenerisce la giovane profondità del testo de ‘La nostra vita è oggi’ e ‘Distante’, mentre divertono e sono del tutto piacevoli i ritmi freschi di ‘Siamo uguali’, ‘Best of me’ e ‘# fuori c’è il sole’ (quest’ultimo probabile tormentone estivo). All’interno del disco, che mostra avere una struttura piuttosto omogenea tra brani in italiano e in inglese, troviamo anche una bella cover di ‘Dangerous’ di David Guetta, reinterpretata in chiave pop acustic in cui il ragazzo dimostra sicuramente di sentirsi più a suo agio, rispetto a brani come ‘Close my eyes’ in cui ne esce bene ma comunque non pienamente a fuoco. Ci sono poi brani più legati alla struttura del suo primo successo ‘The reason why’, come ‘Da sempre’ e ‘Homeland’.
Ottima e sorprendente la prova finale con ‘Who am I?’ in cui la sua voce viene accompagnata da un’orchestra in un brano perfetto per chiudere un album che è fresco, giovane, proprio come il suo autore, una buona prima prova che però andrà confermata in seguito anche per dare più solidità al talento artistico di Lorenzo, magari uscendo dal campo del soul-pop acustic che domina l’album per spostarsi verso ritmi ancora più soul ed r’n’ b.
VOTO: 6++
                                                                                                                                    -Cos-




Di seguito la recensione dei brani uno ad uno:

THE REST: una bella love ballad con un ritmo che coinvolge e ha un sapore molto internazionale non solo per il testo in inglese. Ascoltandola è impossibile non ricollegarlo a Ed Sheeran.

LA NOSTRA VITA E’ OGGI: un testo d’amore per la vita scritto da un ragazzo giovane e quindi indirizzato sicuro verso un pubblico più giovane. Il ragazzo dimostra di avere una buona capacità di scrittura oltre che interpretativa. ‘La nostra vita oggi è come sabbia tra le mani, è come me e te che non siamo eterni’.

SIAMO UGUALI: è la volta del pezzo sanremese che ha conquistato le radio. Arrangiamento moderno (costellato di archi), testo a tratti semplice ma accattivante con espressioni che rimangono in testa e incuriosiscono (“ e siamo vicini ma lontani e troppi tentativi vani”, “e forse capirai quanto vali, potrei darti il mondo”, “ti dirò siamo uguali come vedi perché senza piedistalli non riusciamo a stare in piedi”). Piacevole.

BEST OF ME: torniamo all’inglese in cui Lorenzo dimostra di sapersela cavare alla grande, tanto che arrivo quasi a preferirlo più in inglese che in italiano. Il pezzo è orecchiabile, testo anche qui non articolatissimo ma da un ragazzo di neanche vent’anni non è scontato. Arrangiamento molto ben costruito (c’è da dire che riascoltandolo più volte, l’intero album è molto piacevole e scorrevole proprio grazie alla cura di questi arrangiamenti).

DA SEMPRE: altra love ballad. Parla dell’amore giovane (ma non necessariamente), ‘siamo io e te, noi come il sole a dicembre’ canta, ‘siamo io e te ed è come fosse da sempre’. Banale direte voi? Forse si, ma il resto del testo della canzone mi ha fatto percepire la capacità di Fragola di mettere in canzone delle immagini quotidiane in maniera del tutto spontanea e naturale, che se maturata e sviluppata meglio in futuro potrebbe davvero sorprendere .

THE REASON WHY: il pezzo che gli è valso il doppio platino (oltre 60mila copie vendute) e la vittoria a X factor. È il manifesto dello stile Fragola: testi semplici, freschi, diretti e arrangiamenti pop e che è difficile che passino inosservati. Fall in love you and I, Can't afford to waste our time, sun is up in the sky and we don't even know the reason why”.

#FUORI C’E’ IL SOLE: sicuro singolo estivo e probabile anche tormentone. Testo che parla d’estate e rimanda un sacco di immagini che sicuramente abbiamo vissuto almeno una volta nella vita tutti quanti, il tutto condito da linguaggi da social network. ‘la distanza a volte è solo un clichè, ma la mia barca segue il vento e non la rotta ma se tu vuoi puoi seguire me’.
DANGEROUS: una piacevole sorpresa di questo disco ovvero la cover di un pezzo di David Guetta, che Fragola smonta e fa del tutto suo, spogliandolo dei ritmi dance-pop che lo hanno portato al successo e vestendolo di un semplice mantello acustico che gli rende comunque giustizia. Anche qui il paragone con Sheeran è inevitabile.

DISTANTE: altro momento love ballad, uno dei pezzi a mio parere più belli del disco, che ammetto mi sono ritrovato a canticchiare per qualche giorno. Certo queste ballad non sono nulla di innovativo o struggente ma ne apprezzo la sincerità e la freschezza (parola che spesso ripeto parlando di questo disco ma è il vero filo conduttore di questo lavoro).

HOMELAND: brano che mi ha rimandato a tratti a Morrison e in altri a Nutini, di cui però mi manca il timbro. Fragola la canta bene ma a mio parere la appiattisce, un timbro graffiato l’avrebbe valorizzata di più. Ma comunque piacevole.

CLOSE MY EYES: il brano che meno mi ha convinto di questo disco. Gli arrangiamenti elettrodance non sono nelle corde di Fragola quindi li eviterei assolutamente in futuro. Anche il testo, banalotto.

RESTA DOVE SEI: canzone d’amore che parla dell’anima gemella che esiste da qualche parte ma anche se non l’ha mai vista lui la saprà riconoscere (la mia probabilmente si è già suicidata). Anche qui a rendere meno banale il pezzo è un arrangiamento che esplode all’inciso. Ritroviamo nell’arrangiamento i battiti di mano che caratterizzano più della metà degli arrangiamenti di questo disco.


WHO AM I?: la ciliegina (o sarebbe meglio dire in questo caso la Fragola?) sulla torta di questo album. Il brano che preferisco in assoluto, il Fragola che preferisco, quello che mi fa pensare a Nutini che canta una colonna sonora per un nuovo film di 007 (l’arrangiamento orchestrale ricorda molto vagamente Skyfall). Ti fa subito sperare in un prossimo disco tutto indirizzato in questa direzione. E se così fosse non vedo già l’ora di ascoltarlo. 

martedì 31 marzo 2015

BUON VIAGGIO




È passato meno di un'anno dall'uscita di "Logico", ultimo album di Cesare Cremonini che ha riscosso molto successo, ed il cantautore è già tornato sulla scena musicale con un nuovo  progetto.
Ha infatti annunciato un nuovo album in uscita a fine maggio 2015; ad anticiparlo il singolo "Buon Viaggio (Share the love)" pubblicato il 27 marzo, che Cremonini si regala e regala ai fan nel giorno del suo trentacinquesimo compleanno.
Un brano spensierato e fresco, in pieno stile Cremoni, molto radiofonico e che diventerà senza dubbio la colonna sonora dell'estate.  Il testo lascia spazio all'immaginazione e ci fa sognare, con un messaggio di fondo che però non risulta banale o superficiale, come apparentemente può sembrare, dato il tema ormai scontato del viaggio.
A proposito di questo pezzo scrive:
"Eccoci qua. Una canzone. Come si scrive una canzone? E perché la si scrive? Bene, oggi è il giorno giusto per dirlo. Perché ne sta per nascere una davvero speciale per me. Forse persino più speciale di Logico e de Il comico, che pur avevano e hanno un posto prediletto nel mio cuore. Ma ‪#‎BuonViaggio(ShareTheLove) o più semplicemente #BuonViaggio è una canzone nata in modo ancora più spontaneo, forse. È uscita dall'ultimissima penna che ho voluto provare, con la voglia di lasciare al passato tutti, ma dico tutti, i noiosi. I giorni. Le parole. E le persone. È una canzone che parla di te, non di chi è al tuo fianco. E parla di amare, non di amore. Di vivere, e non di vita. Come diceva quella canzone? Il mio amore non sa giudicare, è troppo libera per farlo. Semplicemente."
Torneremo sicuramente a parlare di quest'artista e nell'attesa di ascoltare il nuovo album lasciamoci augurare "Buon Viaggio" da Cesare ;) 
Buon viaggio
Che sia un'andata o un ritorno
Che sia una vita o solo un giorno
Che sia per sempre o un secondo
L'incanto sarà godersi un po' la strada
Amore mio comunque vada
Fai le valigie
E chiudi le luci di casa
Coraggio lasciare tutto indietro e andare
Partire per ricominciare
Non c'è niente di più vero
Di un miraggio
E per quanta strada ancora c'è da fare
Amerai il finale
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Share the love
Share the love
Chi ha detto
Che tutto quello che cerchiamo
Non è sul palmo di una mano
E che le stelle puoi guardarle
Solo da lontano
Ti aspetto
Dove la mia città scompare
E l'orizzonte è verticale
Ma nelle foto hai gli occhi rossi
E vieni male
Coraggio lasciare tutto indietro e andare
Partire per ricominciare
Che sei ci pensi siamo solo di passaggio
E per quanta strada ancora c'è da fare
Amerai il finale
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Share the love
Share the love
Share the love
In fondo è solo un mare di parole
E come un pesce puoi nuotare solamente
Quando le onde sono buone
E per quanto sia difficile spiegare
Non è importante dove
Conta solamente andare
Comunque vada
Per quanta strada ancora c'è da fare
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Share the love
Share the love
Share the love
Buon viaggio
Che sia un'andata o un ritorno
Che sia una vita o solo un giorno
E siamo solo di passaggio
Voglio godermi solo un po' la strada
Amore mio comunque vada
Buon viaggio
Share the love                                              
                                             -Etta- 

lunedì 30 marzo 2015

L'AMORE ETERNIT


Se qualche mese fa mi avessero parlato di Fedez, probabilmente avrei pensato all’ennesimo rapper che cerca di emulare quelli che fanno seriamente il mestiere (e il genere). Ma sono dell’opinione che solo gli stupidi non cambino idea. Ed ora sono qui, dopo aver ascoltato tutto il suo disco Pop-hoolista (e per curiosità anche il precedente), pronto a ricredermi. Fedez non si può definire solo un rapper. Basta anche solo vedere la cura con cui scrive i suoi testi e con cui organizza ogni singolo istante del suo tour. Tra tutti i testi dell’ultimo suo lavoro, oltre alla bellissima ‘Magnifico’, spicca anche questo nuovo singolo, in rotazione radiofonica dal 27 Marzo scorso, “L’amore eternit”, in cui duetta con una delle voci più belle e originali del panorama musicale italiano attuale, Noemi, che esplode nel ritornello e domina negli ultimi due minuti del pezzo. 




La canzone è un continuo parallelismo tra una storia d’amore e lo stato italiano, ‘perchè’, come spiega lo stesso Fedez, ‘prima ti fotte e poi ti abbandona’. Ma io ci vedo molto di più in questo singolo. Ci vedo l’amore, quello vero, quello forte, quello che credi essere eterno e che invece si rivela essere una maschera che cela un altro fine (in questo caso la fama e la notorietà, sfruttando quella dello stesso Fedez), rivelandosi tossico proprio come l’eternit, e che lascia un segno, un segno in più, magari un segno proprio come quei tatuaggi che riempiono il corpo di Fedez.
Una bella prova e un duetto più che riuscito, il mix tra le due voci è davvero sorprendente. Il video  (diretto da Mauro Russo a San Pietro Vernotico, in provincia di Lecce)dovrebbe uscire proprio in questi giorni e come ha detto lo stesso Fedez “per il video ho pensato a un corto. Lo script è talmente forte che tutte le aziende con cui ci eravamo accordati per dei product placement, si sono tirate indietro. Lo manderò a qualche Festival“.
In attesa del video noi intanto ci godiamo questa bella canzone scaricabile da itunes e da tutte le piattaforme digitali.
                                                                              -Cos-
Di seguito il testo:
Guardo dal telescopio l’universo femminile
scrivo fine in un secondo se in te c’è un secondo fine
lo so è brutto da pensare, mi aspetto che ti piaccia stare
sotto le coperte e non sopra le copertine
l’amore a prima visa è un sentimento splendido
mi ha detto un indovino che legge le carte di credito
vomito, amore tossico, per me sei stata il mio primo bacio
sulla bocca dello stomaco.
A volte sembra che mi sfidi ma non mi spaventi
nella vita hai provato più vestiti che sentimenti
istruzioni di lavaggio per cuori sintetici
ti prego dimmi che mi ami, potrei persino crederci
e tutte le tue amiche fanno un muro da spavento
i miei tatuaggi non sono di loro gradimento
io sono sporco all’esterno ma giudicare le apparenze
è l’atteggiamento tipico di chi è sporco dentro.

Di storie ce ne sono tante
pensavo fossi l’ultima e invece no
in fondo anche tu, sei solo un segno in più
che sulla pelle fa più male
continuerà a bruciare anche se ora lo so
che in fondo anche tu sei solo un segno in più.

A volte è Dio che sbaglia la tua ordinazione
per questo se chiudi la porta si apre un burrone
sei il mio punto debole, la mia causa di forza maggiore
un senso di rivoluzione, un golpe al cuore
più truccata di un appalto su uno scorcio suggestivo
se ti guardo a luci spente sei un tramonto abusivo
inverti lo schema e cambi anche il teorema
prima eri un problema di cuore ora sei il cuore del problema
Non ho difficoltà a dirti quel che penso in faccia
anche se non sembra so bene quello che faccio
la verità è che ho invertito il senso di marcia
da quando ho avvertito il senso di marcio
arrivi portando brividi e scappi lasciando i lividi
gli opposti si attraggono ma amano i propri simili
sentimenti tossici per loro non c’è cura
perché l’amore eternit finchè dura.

Di storie ce ne sono tante
pensavo fossi l’ultima e invece no
in fondo anche tu, sei solo un segno in più
che sulla pelle fa più male
continuerà a bruciare anche se ora lo so
che in fondo anche tu sei solo un segno in più

Fermo immagine sembra appartenere ad un’altra vita
un cielo instabile che quasi sembra piangere
ed io che torno tardi sola e penso che

di storie ce ne sono tante
pensavo fossi l’ultima e invece no
e invece no, e invece no
Di storie ce ne sono tante
pensavo fossi l’ultima e invece no
in fondo anche tu, sei solo un segno in più
che sulla pelle fa più male
continuerà a bruciare anche se ora lo so
che in fondo anche tu sei solo un segno in più
Di storie ce ne sono tante
pensavo fossi l’ultima e invece no
in fondo anche tu, sei solo un segno in più
che sulla pelle fa più male
continuerà a bruciare anche se ora lo so

che in fondo anche tu sei solo un segno in più.

venerdì 27 marzo 2015

CIAO PER SEMPRE

Esce oggi "Ciao per sempre" il nuovo singolo di Levante che anticipa il lancio del suo secondo album "Abbi cura di te".
Un ritorno che non delude le nostre aspettative; avevamo già condiviso con voi la stima per la giovane cantautrice nella recensione del suo precedente album "Manuale distruzione" e con il suo  nuovo lavoro ci fa sperare che il meglio debba ancora venire!





CIAO PER SEMPRE - TESTO


Prendi tutto quello che ho
Crollami addosso e quel che posso, e quel che mostro
E qualche mostro mi dirà che noi non ci avremo mai
Prendi tutto quello che ho, che non mi importa e un pò alla volta fai la scorta
E sarò pronta ad ogni impronta che poi mi lascerai
Puoi starmi a sentire avrei poche cose da dire

Non sei stato mio e mai mio sarai tra questa gente
Tutto il bello, tutto il buono porto via nel mentre…
Caro amore ciao per sempre

Prendi tutto quello che ho anche se è poco o vale niente
Lascia il mondo indifferente
Chissà se poi un giorno lo userai
Prendi tutto quello che ho, cemento e seta
E sarò pietra, e sarò lieta e sarò grata nell’ avere quello che non mi dai
Puoi starmi a sentire avrei poche cose da dire

Non sei stato mio e mai mio sarai tra questa gente
Tutto il bello, tutto il buono porto via nel mentre…
Caro amore ciao per sempre

Non sei stato mio, mai mio sarai tra questa gente
Tutto il bello, tutto il buono porto via nel mentre…

Caro amore ciao per sempre

Un testo che ci ha commosso e che tutti possono sentire come proprio. A proposito di questo Levante sulla sua pagina facebook spiega: "Quando ho scritto questo brano, erano i primi giorni dello scorso maggio. Avevo questa melodia che mi girava in testa in modo prepotente, davvero prepotente.
Avevo una storia da raccontare, una storia di cui dovevo assolutamente parlare, una storia non mia eppure così tanto mia, perché quando empatizzi con quello che ti circonda, succede così, le cose sono un po' tue e ti disperi anche.
Ho tentato di dare voce ad un addio, uno dei tanti. Ogni giorno diciamo addio a qualcosa, a qualcuno, ma se solo fossimo in grado di salutarci con il sorriso, portando con noi tutto il bello, tutto il buono di quello che ci è stato dato e che abbiamo dato…
CIAO PER SEMPRE…
Nulla di lontano dalle nostre vite."

In attesa del video ufficiale potete ascoltare il brano su tutte le piattaforme digitali.
Buona musica!

-Nia Etta-

martedì 24 marzo 2015

ANDRA’ TUTTO BENE



Prende il nome dal singolo che ha anticipato l’album del poeta punk Nesli ed è un’esigenza di scrivere d’amore in maniera differente staccandosi definitivamente dal passato nel rap. Esigenza che è servita ad accompagnarlo nella positivissima partecipazione a Sanremo, che probabilmente è servita a definire Nesli, proprio perché “Andrà tutto bene”.

Ritroviamo quindi nuovi colori musicali tra pop e punk/rock ma che non perdono la capacità di andare a toccare l’anima anche grazie a testi semplici ma che riescono sempre a colpire.
“Allora ridi” è un inno (a tratti toccante” a prendere in mano il proprio destino ed essere se stessi (“Allora vivi come vuoi e muovi i fili di un domani che non hai”) che vuol dire sia imparare a conoscere chi ti sta a fianco nel lungo viaggio che è il vero amore (“Sarò come vorrai”), sia a conoscersi come nella bella riflessione sulla vita che è “Prima o poi” che ha un testo in rima piuttosto intenso (“quello che ho perso per sempre e non importa più niente se non ti vedo ne cielo a Dicembre, addio a tutto il male che prende il meglio di noi”) ed è arricchita da un bell’assolo di chitarra elettrica verso la fine.

Il culmine dell’album è (manco a dirlo) proprio la sanremese (tra le più valide della kermesse) “Buona fortuna amore” una dedica ”urlata” ad un amore che si allontana prendendo una strada diversa, che trova l’apoteosi nel perfetto mix tra musica e parole il quale ti lancia appieno in un “viaggio” di 3 minuti e 15 secondi (che sembra sempre troppo poco) fino a risultare necessario ed indelebile.

C’è spazio anche per suoni più internazionali ed electro ne “Il mondo è come”che da voce a tutte le emozioni (“il mondo è come una canzone, quando l’ascolti sembra che parli di te”) e “Quello che non si vede” in cui la fanno da padroni batteria e basso.
Atmosfere retrò molto da commedia americana on the road in “Dimmi che vuoi che sia” a cui segue “Arrivederci e grazie” che annuncia la fine dell’album aprendo alle ultime due tracce  -“il cielo è blu” una ricerca della felicità e “Ancora una volta”- , parlando della fine di un amore “come nulla fosse, arrivederci e grazie”.


Questo disco di Nesli (di cui ne è quasi totalmente autore) è un fiore all’occhiello tra le produzioni discografiche degli ultimi tempi e non è un caso che stia andando piuttosto bene. 

-Gian-

sabato 21 marzo 2015

IL MIO BLU

L’arte non è mai univoca, uno stormo di uccelli che migra è uno spettacolo mozzafiato ma lo è anche il bambino che guarda con occhi stupiti.
Un quadro di Monet è arte ma lo sono anche le emozioni che ci suscita e di questa consapevolezza Grazia Di Michele ha fatto tesoro creando un album che è un doppio capolavoro perché da ogni canzone è nato un quadro che  il pittore Fabio Salafia ha  dipinto lasciandosi ispirare dalle atmosfere create dalla Di Michele.
Anche per questo progetto la cantautrice ha deciso di avvalersi dell’aiuto del trio jazz Di Sabatino, con il quale aveva già lavorato all’album precedente “Giverny” anche esso un chiaro richiamo alla pittura, Giverny infatti è il giardino dove Claude Monet ha dipinto molti dei suoi quadri.
I lavori della Di Michele sono molti ma poco conosciuti al grande pubblico.  Io vi consiglio di andare ad ascoltare i suoi album precedenti tutti estremamente curati e raffinati e con testi di grande cantautorato. (Potete trovare Il mio blu, Passaggi Segreti e Respiro anche su spotify)
Il mio blu è un album particolare, non immediato, che come lei stessa ha dichiarato in questa video intervista a Repubblica, va ascoltato con pazienza, non in macchina o mentre si sbrigano faccende in casa.
Sedetevi  e prendetevi del tempo perché non è un album ricreativo, non troverete divertenti distrazioni  o canzoni da cantare sotto la doccia.




L’album si apre con Colori: ascoltandola si ha la sensazione di stare davanti ad un quadro e mentre lo osserviamo i colori  prendono forma, diventano pensieri, storie.
Il mio blu è la title track dell’album ed  è la storia di un amore finito ma che rimane dentro, nonostante si provi a vivere una vita nuova.
“L’uno di fronte all’altro gli occhi tuoi contro i miei e ancora bruci dentro adesso come ieri”

Paolo e Francesca è una descrizione dell’affanno di vivere, della superficialità,  del com’è difficile cercare ancora Amore!
“Sperando che la vita si distragga e ci abbandoni qui tra i nostri affanni”

Nel disco si susseguono canzoni d’amore malinconiche e profonde come Come dondola, Notturna, Rumba Indigo e L’amore è uno sbaglio in cui troviamo una piacevole collaborazione con Mario Venuti.
Se questo è amore narra di un amore malato, di un uomo che non riesce a dare alla sua donna quello che merita ma solo bugie e violenza.  

“Se questo è amore non l’ha cercato mai nel volo cieco dei sogni che non hai, 
nella menzogna triste e feroce della vita che lei dai.”

Nuvola, Nel mio infinito e Bianco sono i miei brani preferiti. Eleganti nel testo e nella musica, più di semplici canzoni, sono quadri in parole.
“Sembra pioggia invece è solitudine che cola giù dai vetri 
mentre l’acqua lava via l’ennesima malinconia” 
(Nel  mio infinito)

Uno spazio tutto suo merita Io sono una finestra. Brano intenso e struggente che la Di Michele ha voluto dedicare al suo amico Mauro Coruzzi con il quale ha scelto di cantarlo. La cantautrice ha scritto in maniera magistrale su un problema sempre più pressante nella nostra società: il pregiudizio. Con parole eleganti, a volte anche difficili, ha descritto lo stato d’animo di chi ne è vittima.
L’album si conclude con una rivisitazione in chiave Jazz del suo brano più famoso: Le ragazze di Gauguin, operazione graditissima e ben riuscita ma che per quanto mi riguarda non può in nessun modo sostituire il primo amore!

Nel mio blu è un album studiato, curato; un album da ascoltare, digerire e poi amare.