Nella presentazione del nostro blog abbiamo scritto che avremmo parlato solo della musica che ci piace ma non possiamo non spendere due parole per i vincitori del Festival di Sanremo 2015.
Confesso di avere una dipendenza da Festival; la settimana
della gara divento una macchina da guerra e nulla mi sfugge di quel che succede
su quel palco ma quando ho ascoltato i nomi dei partecipanti il mio cervello si
è riempito di un unico ed enorme punto interrogativo: “CHI E’ IL VOLO?”
A quanto pare Il Volo non è una sola persona bensì 3, un po’
come la Trinità, uno e trino. Che sia questo il motivo per il quale molti li
osannano come fossero divinità? Che poi… molti chi? Io sono ancora curiosa di
capire quale sia il loro target di ascoltatori. Hanno vinto Sanremo quindi
qualcuno avrà pur votato questi tre
simpatici (?) ragazzi.
Ma ritornando alla loro identità, cercando su internet
(leggesi wikipedia) ho scoperto che il gruppo è formato da due tenori e un
baritono con età media di 22 anni. Si sono fatti conoscere partecipando,
diversi acne..pardon…anni fa, ad un talent musicale per bambini su RAI1.
Mentre l’Italia continuava ignara a farsi del male
ascoltando Modà e parenti affini, i nostri tre giovani eroi volavano alla
conquista dell’America dove tra una “O’
sole mio” e una “Caruso” regalavano agli
italo-americani l’illusione di “tornare a Surriento”.
Ma veniamo ai giorni nostri. Nel 2015, inspiegabilmente, i nostri eroi decidono di ritornare in patria
e con tattiche ninja e una canzone da soap opera argentina incantano il
pubblico italiano conquistando la vittoria all’Ariston.
Ora, raccontato così, è tutto molto romantico ma l’incanto
si spezza appena prendo il loro EP tra le mie mani (scherzo, non l’ho comprato,
ho usato spotify). Sei cover, o reinterpretazioni, e il singolo galeotto
vincitore del Festival: Grande amore.
Premetto che non sono un’esperta di musica lirica ma qui
di lirico io ci vedo ben poco. Il disco mi sembra un piccolo calderone in cui
sono mischiati pop, simil lirico e un po’ di Napoli che per i nostalgici non
guasta mai.
Una sola domanda mi sorge spontanea: “avevamo davvero
bisogno di questo progetto musicale?”
Forse si, o forse no… ai posteri l’ardua sentenza!
-Nia-
