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domenica 15 febbraio 2015

SPLENDE

Il giorno dopo la serata finale di Sanremo è sempre un grande melting pot di commenti, giudizi, opinioni un po’ ovunque nel web. C’è chi ha il proprio favorito, chi il cantante che proprio non si sopporta, c’è chi ci sorprende , c’è chi invece ci ha deluso. Un festival come questo , con 20 cantanti, è un bel contenitore musicale, per chi come molti adora questo ambito. Questa introduzione serve per spiegare un po’ la prospettiva che mi porta a questo album, Splende. Splende è il quarto album di una cantante che seguo dagli inizi, dal 2010, quando la sua voce ha iniziato a essere conosciuta.
“Splende” rappresenta a pieno la maturazione che sta vivendo Annalisa. Questo album come in molti sanno è stato prodotto da Francesco Silvestre, il cosiddetto “Kekko” dei Modà. Sono io la prima a non essere una sua fan, né di lui come autore né del suo gruppo. Ero anche io stessa la prima ad essere scettica e mi domandavo: “Ma una come Annalisa con uno come Kekko che album potrà mai sfornare?”. Bene , a questa domanda ho trovato il 12 febbraio una risposta molto esaustiva.
Delle 11 tracce di questo album, due portano la firma di Silvestre: il primo è “Sento solo il presente”, il singolo che ha anticipato tutto l’album (insieme a “l’ultimo addio” , secondo singolo prima del percorso sanremese); il secondo è “una finestra tra le stelle”, il pezzo che Annalisa ha portato a Sanremo.


Sento solo il presente  è uno di quei pezzi che veste perfettamente l’estensione vocale di Annalisa, però è anche uno di quei pezzi che se fosse scritto in inglese o in tedesco o in qualsiasi altra lingua renderebbero decisamente di più. Silvestre è un bravo compositore, scrive certe musiche perfette per rendere il cosiddetto effetto climax, ma come autore a parte rare eccezioni proprio non riesco a comprenderlo. Un pezzo come questo potrebbe essere una bomba atomica, che si ascolta fino all’esaurimento per quanto ci piace. Però, se ci concentriamo sulle parole capiamo che musica ( +voce) e testo sono due linee parallele. Nonostante questo , il marchio di Silvestre si riconosce anche in positivo. Per le oltre 15 mila copie vendute, il pezzo è certificato d’oro. Voto: 6+.

L’ultimo addio: dopo sento solo il presente, avevo molte aspettative sul secondo singolo che avrebbe anticipato l’album anche perché si Kekko scrive pezzi che rimangono in testa, ma per una cantante come Annalisa questo non basta, bisogna puntare nettamente più in alto, perché certi talenti come il suo vanno sfruttati a pieno, non così. Sentendo questo brano sembra di entrare in un mondo diverso dal pezzo precedente, perché si sente un livello totalmente diverso. Qui oltre alla musica , incentrata su piano e archi inizialmente, con un’energia e carica che aumenta gradualmente, il testo è finalmente degno di essere cantato da un personaggio musicale come Annalisa. Chi ha scritto questo pezzo? Annalisa. Esatto, perché oltre a essere un’interprete eccezionale, la nostra Scarrone scrive anche molto bene, e L’ultimo addio ne è la dimostrazione, un pezzo pieno di immagini che rimangono impresse e con una linea melodica che esalta sia i suoi bassi , che i suoi falsetti ed acuti, che rimangono delle sfumature mai sentite. Voto: 7 ½ (avrei dato 7, ma il mezzo voto lo aggiungo per la scelta dell’uscita del pezzo, come secondo singolo di anticipo).

Vincerò: “Cambierò, sceglierò uno spazio per me, dove posso urlare e vincere.” è solo una delle frase che racconta in questo pezzo la voglia di scegliere, di prendere decisioni, un vero e proprio inno al non farsi dominare dalla paura di sbagliare. In questo pezzo è anche raccontato in modo velato il suo amore per la Liguria, la sua terra. Questo è uno dei 9 pezzi che porta la sua firma, e si sente. L’impronta di questo pezzo è decisamente pop estera, una composizione musicale degna di nota. Sicuramente uno dei pezzi che rimane più in testa, oltre ad avere un significato nobile e non così banale. Voto: 7.

Un bacio prima di morire: quando ascolto questo pezzo le immagini che mi compaiono in testa sono davvero tante, anche perché è uno di quei brani in cui è inevitabile pensare a dei propri ricordi. Merita assolutamente di essere ascoltato più volte. Personalmente credo sia una delle tracce più colme di livelli interpretativi, ma nonostante questo è stata una di quelle che mi ha colpito meno a livello strumentale. A primo ascolto questo. Ora decisamente è una delle mie preferite.  Voto: 8-

Una finestra tra le stelle: pezzo Sanremese in pieno stile melodico orchestrale e vocale. Qui ricadiamo nel tranello Sento solo il presente. Se avesse avuto delle modifiche in qualche frase, lo avrei definito come il brano perfetto per Annalisa. Vocalmente perfetto, musicalmente coinvolgente, Testo pausa. Si pausa, perché se lo si legge separatamente le aspettative per un pezzo come questo crollano un po’. Quando si sente il complessivo il testo passa decisamente in secondo piano, perché il valore per esempio di “solo se mi baci te” acquista il livello di frase perfetta, nonostante separatamente sia una frase piuttosto non di alto livello.  Nonostante qualche perplessità su dei passaggi, è un brano che coinvolge e come mostra Itunes e i passaggi radio, piace parecchio. Complimenti comunque a Kekko per aver valorizzato la sua voce cosi bene, perché la pienezza a livello di composizione non fa mai si che la voce passi in secondo piano. Voto: 7 ½  (10 per la voce ovviamente).

Splende: un pezzo con un inizio che permette decisamente al brano di avere un'identità tutta sua. Ciò che noto nei pezzi scritti da Annalisa è che lei tende ad avere una metrica ben decisa, con delle frasi che non sono particolarmente lunghe, in modo tale da avere dei bei passaggi vocali. “Lasciami nel dubbio che sia la felicità questo niente” rappresenta un po’ un testo che parla della fugacità di ciò che avviene. Lo ricollego molto a vincerò, con un’accento però decisamente più malinconico. Non a caso la canzone è stata scritta in un momento difficile per Annalisa, con sentimenti contrastanti che caratterizzano anche “Splende”.  Voto: 7.

Se potessi: questa canzone ve lo premetto già è la mia preferita dell’album per una serie di motivazioni che vi elencherò tra poco. Si, pianoforte e voce è decisamente un’accoppiata vincente, ma la chitarra acustica e gli archi di questo pezzo rendono decisamente un’atmosfera degna di nota. Giulia Anania fa parte della “penna” di questo testo, assieme a Raphael, leader degli Eazy Skankers, che ha “donato” la sua voce per il bridge e parte del ritornello finale. Devo dire che le loro sono due voci che stanno molto bene insieme, si intrecciano benissimo e mi sembra di ascoltare un pezzo in perfetto stile internazionale. Altro che “il volo “ ragazzi. Voto: 8+

Questo Amore: il fulcro di questo pezzo è per me nel ritornello, ci sono davvero dei passaggi che rimangono come fotografie nella testa: “ Ora c’è la tua voce a riaccendere tutto, a pulire macerie di un cuore distrutto, ora c’è la tua luce a salvarmi a far rinascere questo amore.”. La mia mente si catapulta a una versione acustica della canzone. Che bomba eh? Voto: 8.

Niente tranne noi: è un pezzo che mi da la sensazione molto di un pezzo della Grandi ai tempi di “Lasciala Andare”. Sicuramente molto radiofonico, uno dei più potenzialmente radiofonicamente popolari. Voto: 7-.

Posizione fetale: è uno dei pezzi più amati da chiunque ha acquistato l’album, o solo da chi ha ascoltato le anteprime. Questo pezzo si trova molto sul piano di “La Prima volta” di Non so ballare, album precedente di Annalisa. Solo che qui viene mostrata una consapevolezza dell’autrice (si perché Annalisa va definita soprattutto come tale visto la sua capacità di descrivere e spiegare nelle canzoni ciò che vive). Spero che in una versione dal vivo venga mantenuta interamente la linea melodica. Anche questo un pezzo assolutamente sanremese, perché arriva ed è una canzone davvero piena di valore. “avere un posto in cui tornare, abbracciare il mondo” descrive la bellezza del ritornello di questo brano. Voto: 8.

Ti sento (cover Matia Bazar): Partendo dal presupposto che è stato fatto un arrangiamento che rispettasse sia la versione dell’85 di Antonella Ruggero, sia che non risultasse una delle tante copie che è stata fatto di questo “cavallo di battaglia” della musica italiana. Tanto per dire, secondo me questo pezzo era legato davvero alla nostra Annalisa, nata nella stessa annata. Che sia un segno? Forse si, visto che è stata una delle poche, se non l’unica, che ha unito tutti i giurati dei vari giornali, della sala stampa e company (incluso il pubblico presente che da casa) sotto uno stesso commento: WOW. Ovviamente questa interpretazione e versione non può se non meritare il massimo. Chissà che magari questo sia davvero lo stile che avrà Annalisa in un suo futuro ? Voto: 10.


Mi sono dilungata parecchio su questa recensione, convinta del fatto che certi artisti vadano scrutati a fondo. Annalisa è una delle vere e proprie perle che va custodita e fatta crescere, sperimentando diverse strade. L’annalisa di “Non so ballare” non è quella di “Nali (EP)”, né è quella di Amici , né è quella di “Mentre tutto cambia”, né è quella di “splende”. Questo mostra però quanti cambiamenti e strade sta percorrendo la cantautrice savonese , tenendo sempre il meglio di ogni tappa vissuta. E risultati si vedono davvero, anzi si SENTONO!
                                                                               -Reb-

sabato 24 gennaio 2015

NON SO BALLARE

 1. Scintille
2. Alice E Il Blu
3. A Modo Mio Amo
4. Ed è Ancora Settembre
5. Spara Amore Mio
6. Io Tu E Noi
7. Tutta L’altra Gente
8. Meraviglioso Addio
9. Non So Ballare
10. Tornerò Ad Amare
11. La Prima Volta


L’etichetta che questa ragazza si è riuscita a togliere è una di quelle etichette che spesso molti artisti si portano dietro. Il suo nome è Annalisa, Scarrone il suo cognome. La ragazza è di Savona e qualche bell’annetto fa (2010) ha partecipato ad Amici, classificandosi ben seconda. Ora la domanda potrebbe sorgere spontanea: Seconda? E Ancora a distanza di 5 anni si sente parlare di lei? Bene, la risposta è proprio si, perché quando la si ascolta si capisce benissimo il motivo. La sua voce è quel tocco che a primo impatto rimane impiantato nella testa di qualsiasi spettatore. Come tutti i cantanti, può o non può piacere, ma riconoscere il suo talento è sicuramente qualcosa di oggettivo.
Dopo “Nali” e “mentre tutto cambia” nel 2013 Annalisa affronta uno dei palchi più temuti dai cantanti italiani, il palco dell’Ariston di Sanremo. Ed è proprio durante la settimana Sanremese che esce il suo album “Non so Ballare”. Antonio Galbiati e Dario Faini sono gli autori di uno dei pezzi che abbiamo sentito la prima serata sanremese: Scintille. Il pezzo sicuramente rimane in testa per la melodia, che è del tutto lontano dallo stile che è stato dei vari cantanti usciti da Amici e di cui ancora sappiamo il nome. Il secondo pezzo sanremese, scritto da Ermal Meta, è il singolo che da il nome all’album stesso : non so ballare. Il pezzo al contrario di quello precedente è più introverso e raccontato, con una base che tende a valorizzare la voce di Annalisa, ma allo stesso tempo si pone lei stessa in secondo piano per far spazio alle parole che la cantautrice savonese canta. Personalmente preferivo passasse questo pezzo, ma anche Scintille ha fatto la sua buonissima figura.





Alice e il blu ha quella caratteristica di incantare ogni persona che ascolti questo pezzo. Forse non è uno di quei singoli che si capiscono subito, ma sfido chiunque a non rimanerne colpiti fin dal primo ascolto.  Per gli ascoltatori più attenti il tema principale della canzone non sarà sicuramente sfuggito: la dipendenza e la solitudine della protagonista del pezzo, due tematiche sociale esaltate da una melodia con una ritmica predominante e un piano come strumento principale:
“Lei restò per sempre lì a guardare dalla finestra sola con un gatto blu.” (Alice e il blu)
La ricercatezza verso cui ci si indirizza con questo album ci mostra come anche un altro pezzo tratta un argomento molto recente: la violenza sulle donne. La traccia in questione è “Spara Amore mio” ,  che esalta come l’amore spesso sia cieco, che porta anche una donna a rimanere vicino al suo “carnefice”, nonostante sia la peggior decisione.
“ Quanto fa male l’amore, sei solo uno sparo nel cuore. Ma se mi vuoi potrai portarmi tra le nuvole o lasciarmi immobile nella polvere.” (spara Amore mio)
“Tutta l’altra gente “ e “La Prima Volta” sono due pezzi che mostrano la delicatezza e la sensibilità che solo Annalisa sa usare per raccontare certi pezzi. E’ questa la strada che personalmente la mette più in luce, con testi per niente banali e soprattutto una voce che riesce a manifestare pienamente delle doti canore e interpretative uniche. L’unica differenza tra le due tracce è che la prima porta la firma della stessa Annalisa, mentre la seconda del già nominato Ermal Meta. Senza nulla togliere ai pezzi rimasti, l’ultimo che per me deve sicuramente essere menzionato è “Io tu noi”. Capisco molti di voi che al primo ascolto si alzerebbero in piedi per ballarlo senza fine, visto che è la stessa cosa che farei anche io. Ma porrei l’attenzione sulla positività che manifesta questa canzone, come se fosse il bonus tracks di tutto un album che parla di tematiche sociali molto importanti e affronta il tutto con una delicatezza impressionante. Ciò nonostante  l’allegria di questo pezzo, con una chitarra principale che ben si adatta alla metrica e alla ritmica del pezzo, Io tu e noi riesce perfettamente ad assemblarsi con le altre 11 tracce.
Questo album forse è la prima vera risposta a chi etichetta tutti i cantanti usciti da Amici come amiciani, come senza pasta né materia da assemblare. 
Lei è il primo caso, se non l’unico, di come il vincere non significa fama e spero davvero che una cantante come Annalisa riesca sempre a seguire la strada che meglio si adatta alla sua musica, senza cadere in compromessi che la spersonalizzino.


                                                                                                                      -Reb-